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Storie dell’altro Mondo

Ci sono molti modi per acquisire consapevolezza di quanto ci circonda e non devono essere necessariamente noiosi. Credo che suscitare l’interesse e la curiosità sia il primo obiettivo di chiunque ambisca a fare “awareness”. Nello specifico, come in amore e in guerra, ogni mezzo è lecito e ripropongo ora un esperimento che avevo tentato qualche tempo addietro. Vi basta un clic per togliervi la curiosità.

Alessandro Curioni

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Se le scatole sono quadrate, perché le pizze sono rotonde

Lo avevano aspettato a casa, anzi di fronte alla porta. Come nella migliore tradizione si erano palesati alle sei del mattino e proprio perché si trattava di una consuetudine, aveva fatto in modo di rientrare alle nove. Troppo prevedibili, come al solito. Non aveva alcuna intenzione di evitare l’arresto, ma almeno sarebbe uscito di casa vestito decentemente. Quando scese dall’ascensore e si trovò faccia a faccia con due dell’antiterrorismo incappucciati e armati fino ai denti, gli scappò una risata. I tizi notoriamente non erano dotati di un gran senso dell’umorismo e non apprezzarono, tanto che per poco non gli slogarono una spalla per ammanettarlo. Adesso si stava baloccando con l’idea di concedersi una bella vacanza. Sentiva la nostalgia di Parigi e si immaginava a passeggiare su Boulevard Saint Germain e bere un caffè in Place Saint André Des Arts. Le sue divagazioni furono interrotte dall’ingresso nel piccolo ufficio di quello che probabilmente doveva essere il procuratore. Era giovane, sicuramente uno di quelli rampanti e determinati a farcela, altrimenti un caso come il suo non lo avrebbe mai ottenuto. Si trattava del tipo di indagine che si affidava a qualcuno per fargli fare carriera oppure, se non era abbastanza furbo, per stroncargliela ancora prima che iniziasse.  Lo invidiava, ma soltanto perché doveva avere passato da poco i trenta, per il resto preferiva trovarsi da quella parte del tavolo.

“Buongiorno. Sono il procuratore Giuseppe Di Roccia.” Entrò con un grosso fascicolo sottobraccio e parlò con l’arroganza del potere distribuita uniformemente tra le sillabe.

Non riuscì a resistere e inclinò la bocca in un leggero sorriso. In fondo amava la presunzione dei giovani, avrebbe voluto fosse ancora sua.

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